... porterò io lo mio consiglio e darollo eziandio che non mi sia chiesto...
Dante
- Convivio - Trattato quarto

« Or ti piaccia gradir la sua venuta:
libertà va cercando, ch'è sì cara,
come sa chi per lei vita rifiuta. »

Dante
- Divina Commedia - Purgatorio canto I

Progetto Nuova Costituzione

___ art. 1 - L'Italia è una Confederazione di Stati Sovrani fondata sulla Protezione dell'Ambiente, la Decrescita Demografica e la Difesa della Proprietà Privata
___ art. 2 - La gerarchia delle priorità è data dall'ordine di elencazione nell'art.1



=== OPINIONI ===

Re Giorgio: après lui, le déluge! In questo assurdo Paese i ricambi sono finiti. "Dio salvi la regina..., ma anche e soprattutto il Re!" Mah!

=== AFORISMI ===

Ai politici piace parlare del nulla perché è l'unico argomento di cui sanno tutto.
(parafrasando...) Oscar Wilde


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=== INTELLIGENTI PAUCA ===

ANTICORRUZIONE (Progetto di Legge)

Corruzione, concussione, distrazione di denaro, concorso esterno in associazione mafiosa, peculato, abuso d'ufficio, turbativa d'asta, finanziamenti illeciti, inquinamento ambientale, inquinamento delle prove, falso ideologico, ricettazione, tangenti, favoreggiamento, ..., queste sono solo alcune delle accuse più ricorrenti che la Magistratura appioppa ai nostri Rappresentanti in Parlamento. Ora ci dicono che vogliono legiferare in proposito, ma il Governo deve porre la fiducia perché ci sono i "franchi tiratori" che assolutamente non vogliono darsi la zappa sui piedi. L'onesto cittadino, colui che diligentemente non manca mai di andare a votare ad ogni turno elettorale, dà per scontato che, indipendentemente dal colore politico, chi aspira a governare una nazione sia una persona integerrima, by definition. Illuso!


DEMOCRAZIA (gr. demokratìa; demo [popolo] + kràtos [comando])

Gli imbonitori del regime non mancano mai l'occasione di ricordarci che siamo in una delle più mature democrazie occidentali. E nel frattempo, fregandosene dell'art. 11 della Costituzione, mandano i nostri militari in Afganistan, Kossovo, Libano, Iraq, ..., insomma più di 8.500 uomini impegnati in 19 Paesi "caldi". Senza contare la recente guerra alla Libia di Gheddafi dichiarata unilateralmente e contro il volere della stragrande maggioranza degli Italiani.

Detto questo, a proposito di democrazia e di legge anticorruzione io mi domando:
"Se ci troviamo in una grande e matura democrazia, perché mai un popolo a maggioranza disonesta non può farsi rappresentare da dei ladroni?"
Se cominciamo col dire "democrazia sì, ma..." allora non è più demokratìa!


domenica 5 maggio 2013

Una ridda di padroni

ovvero

Come trasformare i cittadini in sudditi senza dare nell'occhio

La celebre commedia di Carlo Goldoni "Il servitore di due padroni" racconta di tal Truffaldino (poi, con Strehler, Arlecchino) che, servo di due padroni, aggroviglia la storia all'inverosimile creando equivoci e guai al solo scopo di mangiare a sazietà. Noi, al contrario, siamo arrendevoli servitori di molti padroni senza alcuno scopo preciso e con la reale prospettiva di non riuscire più a mettere insieme il pranzo con la cena.
Il neo-governo Letta, nato da un ricatto di Re Giorgio perché non si riusciva a trovargli un sostituto, è retto dalla stessa maggioranza inciuciosa che, col banchiere Monti, infiniti guai addusse ai popoli italici.

Non si erano ancora spenti gli echi dei festeggiamenti a base di caviale-e-champagne organizzati nel Palazzo per inneggiare alla 17.ma legislatura partorita con immane fatica, quando il nostro premier fresco di nomina è stato chiamato a rapporto dai suoi superiori di Bruxelles. Non erano passate 36 ore dal giuramento del 28 aprile!

Prima di tutto si è presentato a Parigi per tranquillizzare Hollande, (forse reduce da un matrimonio gay al quale era stato invitato per riconoscenza) sulla continuità del nuovo governo con le già collaudate condotte servili. Poi, nel pomeriggio del 30, s'è presentato al cospetto della signora Merkel presso la sede della Cancelleria tedesca, il Bundeskanzleramt di Berlino, con le stesse finalità.

mercoledì 3 aprile 2013

Lo Stato fallito

ovvero

Come derubare i cittadini con le tasse e mettersi dalla parte dei ladri

"Seicentomila anziani derubati in casa propria ogni anno. Una piaga sociale che sta diventando un'emergenza. Solo uno su tre dei furti commessi viene segnalato alle forze dell'ordine: le persone d'una certa età, oltre ad essere derubate patiscono anche l'umiliazione che li trattiene dallo sporgere denuncia perché temono di essere derisi". Con queste parole il Tg2 di oggi (3 aprile 2013) ha dato la notizia, tra le ultime della scaletta, appena prima delle previsioni del tempo.

Più che una piaga è una vergogna. Una vergogna per questo Stato fallito e putrefatto governato (quando lo è...) da dei ladroni che pensano solo a spremere i sudditi con le tasse e a rubare il patrimonio della nazione ritagliandosi stipendi da favola e privilegi da re con ingorda bramosia nel timore di dover cedere anzitempo il bottino ad altri predoni prima di averlo dilapidato del tutto.

Le rapine nelle abitazioni che vengono effettuate senza lasciare feriti o contusi non fanno notizia. E non fanno notizia nemmeno quelle che si concludono con il malcapitato dichiarato guaribile in "soli" trenta giorni dal medico del pronto soccorso. Se non fosse così, ogni giorno avremmo più di 1.640 notizie di questo genere, così tante da non lasciare alcuno spazio al solito cicaleccio politico tanto stucchevole quanto inconcludente.

Quando succedono questi episodi, subito dopo il racconto del fatto, il servizio giornalistico vira immancabilmente sulla ramanzina che l'agente in divisa rivolge ai poveri vecchietti dicendo loro di non aprire la porta agli sconosciuti, anche se si presentano in divisa, eccetera, eccetera.

giovedì 14 marzo 2013

Il Paese dei pulcinella

ovvero

Come fregarsene della sorte dei propri cittadini dopo averli spremuti con le tasse

L'ennesima figura di palta, tipica dell'italiano infido e traditore. Anche se l'omicidio fosse stato perpetrato in acque internazionali, l'India ha fatto bene a sequestrare la nostra nave per poter svolgere le dovute indagini sul grave fatto di sangue. Le prove balistiche ripetute più volte non lasciano dubbi su chi ha commesso il duplice omicidio. Sono stati i due marò.

Il tiro mancino tipico di chi non ha alcuna dignità nei rapporti internazionali sta proprio nella modalità con cui si sono svolti i fatti. Prima si fa vedere che l'Italia è una nazione fededegna, che dà valore alla parola data e che rimanda indietro i due marò dopo la "licenza" natalizia. Poi, durante il permesso di quattro settimane (!) per le elezioni politiche, si fa sapere alle autorità indiane che non siamo più disposti a riconsegnare i due indiziati in attesa di processo.

Che vergogna!

mercoledì 13 marzo 2013

Senza vincolo di mandato

ovvero

Come fare i propri comodi una volta agguantato un seggio in Parlamento

Nell'articolo
del 23 febbraio scorso, Voto sterile  ho cercato di dimostrare quanto sia fallace la "democrazia rappresentativa".  Tra le diverse argomentazioni portate a favore della mia tesi citavo l'art. 67 della Costituzione per evidenziare quanto fosse colossale l'imbroglio perpetrato "legalmente" nei confronti del cittadino elettore. Poiché la mente umana si rifiuta di assimilare le truffe che superano il limite del comune senso della decenza, i Padri costituenti non hanno avuta alcuna remora nello stilare codesto articolo.
Esso recita: «Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato».

 L'assurdità di tale asserzione mi pareva così evidente che nel riportare il testo lo commentavo con un sardonico "da morir dal ridere!".

L'altro giorno, leggendo l'articolo di Massimo Fini "Democrazia diretta. Perchè il sogno di Grillo è irrealizzabile" mi sono accorto che l'inganno sotteso dall'articolo 67 non è poi così ovvio, tanto che l'esimio giornalista e scrittore ne giustifica perfino il concetto.
Egli scrive: "... con il vincolo di mandato il parlamentare sarebbe completamente alla mercé, più di quanto non lo sia già ora, delle segreterie dei partiti, non avrebbe più alcuna libertà di voto, ogni dibattito interno sarebbe abolito dato che il reprobo non avrebbe altra possibilità che di lasciare il Parlamento."

E poi prosegue: "Inoltre è un diritto di libertà quello di mutare opinione."

Cominciamo col dire che nelle sue affermazioni a favore dell'art. 67, il fine pensatore non fa alcun accenno al fatto che l'imbroglio si ripercuota anche e soprattutto sull'elettore che ha espresso la sua fiducia in quello schieramento e nei confronti del candidato che aveva il sacrosanto dovere di rappresentarlo. Da quanto scrive, pare che la sua giustificazione sia solo imperniata sulla libertà del parlamentare fedifrago nei confronti della segreteria del suo partito.

sabato 23 febbraio 2013

Voto sterile

ovvero

Come si imbrogliano i sudditi facendogli credere che siano loro a comandare

(rivisto il 6 marzo 2013)

Bisogna ammetterlo, ci vuole un bel coraggio ad andare a votare. Il voto non è né un diritto né un dovere: è una farsa.  Se ci mettiamo a riflettere con attenzione su tutto ciò che sta alla base di questo ingannevole cerimoniale, la "democrazia" ne esce alquanto malconcia. Cominciamo ad esaminare l'argomento tramite un'analisi ragionata delle sue varie sfaccettature.

La maggioranza

Al concetto di democrazia viene sempre abbinato, anche se sottinteso, quello di maggioranza: il gruppo che risulta più numeroso dalle votazioni detta legge su tutti gli altri. Vale a dire impone la sua volontà su chi ha avuto meno consensi, sui cittadini che per età o altro motivo non potevano esprimere il loro voto, sulle persone riottose che hanno annullato la scheda, e su quelle che non sono andate a votare per impossibilità o per convinzione. Insomma il comando viene affidato ad un insieme di individui i cui sostenitori, se rapportati all'intera popolazione, di regola rappresentano solo una frazione minoritaria.
Quando si parla di "maggioranza" si fa riferimento solo ad un principio aritmetico per indicare il gruppo che ha un numero di elementi maggiore rispetto a tutti gli altri con cui viene confrontato. La faccenda grave ed irrisolvibile sta nel fatto che in democrazia ciò non è garanzia di qualità.
Se per esempio parliamo di UFO, di maghi, di oroscopi e di esoterismo possiamo ben dire che i loro seguaci sono molto più numerosi di quelli che invece si dimostrano scettici e che su questi argomenti assumono un atteggiamento prudente anche quando la scienza non è in grado di dare alcuna spiegazione. In questo caso la democrazia conferirebbe ai primi il potere di promulgare leggi secondo le loro superstizioni per il solo fatto di essere in maggioranza.
In realtà, quando si tratta di formare un governo, le cose stanno ancora peggio perché lo schieramento che risulta vincitore, pur essendo già un aggregato di partiti, quasi mai ha i numeri per governare.